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giovedì 21 giugno 2007

Videogiocatori? Potenziali assassini!

Ne avevo parlato non molto tempo fa: sta diventando sempre più realtà la censura sempre più vasta nel mondo dei videogiochi. La notizia del giorno è l'affermazione di Gentiloni (il nostro Ministro delle Comunicazioni), che vuole vietare la vendita di Manhunt 2 anche in Italia, dopo il divieto di vendita espresso ieri dal Regno Unito. Il gioco è violento, ma quanto un normale film horror o splatter. Come ho espresso settimane fa, le idee che videogiochi del genere possano portare ad un aumento esponenziale degli omicidi è assolutamente assurda ed infondata. Purtroppo, il bigottismo che pervade chi prende le decisioni nelle nostre tanto amate democrazie sembra averla vinta sulla libertà d'espressione. I videogiochi però sono tartassati molto più dei film e della letteratura violenta, con la solita scusa di dover tutelare i bambini.
In Italia l'età media dei videogiocatori è di 28 anni... Non credete che delle persone ADULTE possano scegliere autonomamente se acquistare un videogioco violento oppure no?

lunedì 18 giugno 2007

sabato 19 maggio 2007

"La violenza è colpa dei videogiochi"


L'America è in subbuglio. Un "criminale" ha creato un giochino in Flash sul massacro del Virginia Tech, in cui hanno perso la vita 32 persone più l'assassino, il coreano Seung-Hui. Il gioco, che riprende la grafica dei videogame anni '80, dà la possibilità di impersonare l'assassino e di sparare alle vittime, in un ambientazione che riproduce fedelmente (a detta di chi fa pressione) l'istituto del massacro. Poi se la grafica è in uno spartano 2d poco importa. L'autore del gioco ha chiesto 2000 dollari per la rimozione dello stesso, e 3000 per presentare pubbliche scuse.
Il mondo sembra contro questo ragazzo (che si appella alla libertà d'espressione) ma ci sono alcuni punti sul quale riflettere:
- Gli americani si indignano soltanto quando viene urtata la loro sensibilità personale. Quando nei giochi (ma soprattutto nei FILM) a morire sono iraqeni, talebani, tedeschi, palestinesi, non importa a nessuno.
- Il risultato di questa protesta (come di tutti gli altri propositi censori degli ultimi anni) ha portato solo ad una maggiore pubblicità al gioco. Si è ottenuto (come sempre) l'effetto contrario. Nessuno ricorda le proteste suscitate per giochi come Carmageddon, Grand Theft Auto (vietato in Australia!), Rule Of Rose? E' stata tutta pubblicità gratuita, che ha moltiplicato le vendite di questi giochi!

I censori sanno soltanto gridare allo scandalo contro dei semplici videogiochi, probabilmente per mascherare l'incapacità nella prevenzione e nella lotta contro il crimine vero. E' facile dare la colpa ai videogame di tutto il marcio che c'è al mondo, ed è facile convincere la gente (di solito quella più ostica verso le nuove tecnologie) che il diavolo si nasconde lì dentro. E tutte le ricerche in cui si attesta che i videogiochi NON influenzano i comportamenti delle persone (anzi, possono rappresentare una valvola di sfogo, un antistress) vengono cestinate.

Potete trovare la copia di questo gioco qui, cliccando su Play This Game. Almeno finché non viene censurato.

mercoledì 16 maggio 2007

Ciò che sui media non si vede... [AGGIORNATO]

Ultimamente nella blogosfera italiana sta spopolando un video riguardante Papa Ratzinger. E' diventato addirittura il video più visto di Google Video. E' un documentario scabroso dal titolo "Sex Crimes and the Vatican":

"il documentario della BBC trasmesso in Inghilterra nel 2006 sugli scandali dei Preti & Pedofilia. si richiama il "Crimen Sollicitationis", un documento di Ratzinger che rinnova il divieto a testimoniare in tribunali civili (pena la scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi. In Italia non è mai andato in onda, nè i giornali nè gli altri mezzi di informazione vi hanno fatto accenno".

Realizzato dalla BBC quindi. Non una televisione qualunque, ma la più grande ed autorevole società radiotelevisiva del Regno Unito! Non vi sembra strano che qui in Italia NESSUNO abbia proferito parola alcuna su questo documentario? I media mainstream (televisioni, giornali, radio) non ne hanno MAI parlato, molto probabilmente a causa dell'influenza vaticana.
Ma c'è una cosa che il Vaticano non può controllare, una cosa che i media fino a pochi anni fa prendevano alla leggera: la capacità di Internet di far girare una notizia, un'informazione, in pochissimo tempo ad una platea potenzialmente infinita. Ed è ciò che sta succedendo con il video scandalo sul Vaticano: tra i blog italiani questo video sta girando sempre più vorticosamente.
Ci dobbiamo aspettare la censura vaticana su Google Video? Staremo a vedere.
AGGIORNAMENTO: Ecco il LINK ED2K del video.
ULTERIORE AGGIORNAMENTO: Ecco il LINK ED2K del documento ufficiale della Chiesa Cattolica "Crimen Sollicitationis" (in Latino ed in Inglese)

sabato 31 marzo 2007

Paura di YouTube?

Sono in molti ormai ad avere paura del colosso dei video, YouTube. Ricordate la grande offensiva della VIACOM, di qualche mese fa, per far rimuovere dal portale oltre 100.000 clip musicali e ottenere un risarcimento di un miliardo di dollari? Bene, indovinate un po' recentemente quale altro potente attore è entrato in gioco? LA RAI!!!! Spinta da un grande autolesionismo, ha chiesto al portalone la rimozione di tutti i suoi contenuti (anche innocenti spezzoni di show televisivi e satira). Il loro obiettivo è portare tutti i contenuti di cui detengono i diritti nel portale RaiClick che, diciamo la verità, non può competere nel modo più assoluto con il range d'utenti di YouTube. La Rai ha tra le mani una lista di video e di cimeli (insomma, di continuti) di valore INESTIMABILE. Gli archivi Rai strabordano di registrazioni, spesso dimenticate, che vengono ripescate ogni tanto da qualche programma nostalgico quali Domenica In o Blob. Perché lasciare tutto nel dimenticatoio? Perché non creare un portalone con TUTTI gli archivi Rai a disposizione, dal '50 ad oggi?
E' un'impresa titanica, è vero. E costa (banda internet, spazio di hosting...). Ma allora perché la Rai possiede 3 (TRE) portaloni semifunzionanti (1, 2 e 3), oltretutto dalla grafica penosa rispetto a YouTube? Che senso ha avere tre portali con contenuti accessibili solo ad utenti con Windows Media Player e farciti di DRM e pubblicità? Non sarebbe più semplice sfruttare la banda e l'hosting gentilmente offerto da Google, come ha fatto ad esempio Milan Channel? Il bacino d'utenza sarebbe moltiplicato all'ennesima potenza! Perché frammentare l'offerta di video, invece di utilizzare un unico portale che contenga tutto l'archivio umano di video? Non credo che molta gente vada a cercare il video che desidera in giro nei vari portali, sperando di trovarlo. Eh già, perché su un eventuale portalone Rai i contenuti scomodi verrebbero tralasciati, messi in secondo piano, oscurati. Nuovi casi Santoro e Luttazzi si moltiplicherebbero. E invece no, gli utenti di YouTube in questi mesi hanno dato una grande mano a combattere l'oblio in cui verserebbero tutti quei materiali video censurati dalla Rai. Ora anche loro stanno pagando la controffensiva Rai.
Ma i contenuti sono davvero di proprietà della Rai? Non sono un pochino anche proprietà di chi ha pagato per decenni il canone Rai? Non sono forse i soldi degli italiani che hanno sostenuto e foraggiato moltissime trasmissioni altrimenti non realizzabili? Ed ora la Rai vuole privare gli italiani di ciò che dovrebbe essere libero e fruibile da TUTTI. Blindare i contenuti non è la retta via, ma la Rai (così come le più grandi case detentrici di copyright mondiali) ha deciso di imboccarla comunque, nonostante i proclami di qualche mese fa. La cosa strana è che la divisione Radio Rai invece attua una politica decisamente diversa, con la diffusione online dei podcast, per poter ascoltare dove, come e quando si vuole il proprio programma preferito.
Cara Rai, non fare mosse avventate...

venerdì 2 febbraio 2007

Microfoni nei bar... Telecamere a casa...


Bisogna mettere microfoni nascosti nei bar!!! Nei locali pubblici, per la strada, nei supermercati, per controllare ciò che dice la gente... Chiunque in un Bar può dire quello che vuole, godendo di una impunità che i giornalisti non hanno. Può essere una minaccia, uno scherzo, ma anche un discorso in codice...

Non lasciamo che i nostri politici imbavaglino Internet. Loro hanno paura, molta paura, e farebbero di tutto purché il nostro giocattolino venga messo sotto controllo. La censura è l'unica cosa che vogliono ottenere, e piano piano stanno portando a termine il loro obiettivo.

NOI UTENTI DI INTERNET NON SIAMO CITTADINI DI SERIE B! NON SIAMO TUTTI PEDOFILI, NON SIAMO TUTTI TERRORISTI, NON SIAMO TUTTI HACKER E CRACKER, NON SIAMO TUTTI ANONIMI CHE MINACCIANO I POLITICANTI!!!! I ministri-matusa non lo vogliono capire. Devono additare Internet come il mostro, come la causa di tutti i mali del mondo. Non sapevo che il bullismo nelle scuole si fosse sviluppato a causa di Internet. Non sapevo che le baby gang hanno cominciato a stuprare le ragazzine da quando è uscito Youtube. Non sapevo che le minacce (contornate da proiettili) che i politici ricevevano decenni orsono via posta erano già colpa di Internet....